Martina Vozza: verso Beijing 2022

Martina Vozza tra gli sciatori che gareggeranno alle Paralimpiadi 2022

Martina Vozza e la sua guida Ylenia Sabidussi saranno tra gli agonisti che rappresenteranno l’Italia alle Paralimpiadi 2022. Con i suoi 17 anni, Martina Vozza è l’atleta più giovane della delegazione ed è prontissima per il cancelletto di partenza! Ecco che cosa ci ha raccontato:

Non hai ancora raggiunto l’età per la patente di guida e sei già l’ottava medaglia mondiale che l’Italia si è aggiudicata a Lillehammer: come ti fa sentire?

Sono molto contenta e orgogliosa di questo risultato; non mi sarei mai aspettata una medaglia in slalom. Mi aspettavo di poter fare podio nelle discipline veloci, ma dopo essere risultata positiva prima della partenza, ho dovuto saltare tutte le prime gare. Per fortuna, siamo riuscite a partire a metà Mondiale. Appena sono diventata negativa, abbiamo potuto gareggiare nelle discipline tecniche. Il giorno dello slalom sono semplicemente partita con l’atteggiamento giusto, ho fatto due manche senza particolari errori e alla fine è arrivata la medaglia.

Quando hai iniziato a praticare lo sci e che cosa rappresenta per te?

Ho messo per la prima volta gli sci quando avevo 4 anni in settimana bianca con la mia famiglia. A circa 7 anni ho iniziato a sciare con lo SportXAll, ma all’inizio non andavo volentieri. Mi piaceva sciare, ma solo per divertimento, insieme agli amici o alla famiglia. I mie allenatori però spingevano i miei genitori a farmi continuare; forse, avevano visto qualcosa in me ed è così che con gli anni ho iniziato ad appassionarmi a questo sport. Circa all’età di 15 anni ho iniziato ad allenarmi seriamente e a darmi degli obiettivi.

Per me lo sci rappresenta la libertà: mentre scio mi sento me stessa e sicura; soprattutto è un modo per dimostrare a  me stessa che la disabilità non è un ostacolo.

Ylenia Sabidussi è la tua guida: com’è nata l’intesa con lei e quali sono le qualità che non devono mai mancare ad una guida

Due anni fa ero alla ricerca di una guida e lei di un’atleta, visto che il ragazzo con cui sciava prima aveva appena smesso; essendo della stessa regione è stato facile incontrarsi e provare a sciare assieme. Ci siamo subito trovate molto bene e con i mesi abbiamo instaurato il feeling che oggi abbiamo.

Sicuramente deve saper sciare bene, deve essere paziente e avere voglia di dedicarsi a questo lavoro al 100%. Poi a mio parere le guide sono tutte diverse visto che ogni atleta è diverso e ogni atleta ha bisogno di cose differenti. Inoltre è molto importante riuscire a creare un feeling con la guida per riuscire a fidarsi totalmente.

Non solo nello sci, le barriere, purtroppo, esistono. Come si possono superare? Un commento in base alla tua esperienza

Nella vita ho incontrato diversi ostacoli, ma grazie alla famiglia e agli amici che mi hanno sempre sostenuta sono riuscita a superare qualsiasi barriera. Secondo me una cosa importante è proprio quella di circondarsi delle persone giuste e ogni tanto farsi aiutare da loro; inoltre una cosa che ho imparato con gli anni è di fregarsene del giudizio altrui.

Prossima tappa: Pechino. Sei pronta?

Adesso ho ancora un mese per potermi allenare e poi sarò pronta. Da Pechino non mi aspetto nulla; prendo questa Paralimpiade come un’esperienza per quello che è il mio vero obiettivo: la Paralimpiade del 2026 di Milano – Cortina. Ovviamente a Pechino darò il massimo e cercherò di sciare il meglio possibile e se dovesse arrivare la medaglia ne sarò contenta e soddisfatta!

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